Cucina della Maiella a Fara, capitale della pasta

Le eccellenze dei prodotti tipici del territorio abruzzese, le potenzialità occupazionali e di sviluppo: di questo e altro si é parlato ieri al teatro comunale di Fara San Martino (Chieti), in occasione dell’incontro di presentazione del nostro libro, organizzato dall’associazione culturale Agorà, con il patrocinio del comune di Fara San Martino. Con noi , a presentare Cucina della Maiella c’erano anche Antonio di Marino di Agorà, Paolo Cocco, vicesindaco di Fara, Tiziano Teti del Gal Maiella Verde, Costanza Cavaliere preside dell’istituto Algeri Marino di Casoli, Marco Di Santo del Parco nazionale della Majella, con i sindaci di Casoli, Lama dei Peligni e Tornareccio. Presente anche un rappresentante dell’istituto alberghiero di Villa Santa Maria.

Gino Primavera: image“Fara ha saputo portare avanti una grande tradizione alimentare e fare di produzioni artigianali realtà industriali riconosciute di qualità in tutto il mondo. Sapete qual’é il piatto più diffuso e mangiato al mondo? La pasta al pomodoro. Per molte produzioni locali, la crescita ha coinciso con una perdita di qualità del prodotto  artigianale. Per i pastai di Fara S. Martino non é stato così”.

La preside dell’istituto Algeri Marino di Casoli, Costanza Cavaliere, ha raccontato l’esperienza formativa del progetto legato al territorio e alle produzioni locali, e l’importanza della valorizzazione dei prodotti a km. 0, mentre il sindaco di Tornareccio, città del miele, ha raccontato di come negli ultimi 10 anni il consumo di miele in Italia sia raddoppiato, anche grazie anche all’azione di promozione e diffusione realizzata delle 50 città del miele. Marco Di Santo del Parco Nazionale della Majella ha raccontato di come l’isolamento di questo territorio abbia permesso di conservare nel tempo “quasi inconsapevolmente” circa 50 varietà locali, dall’olivo intosso al grano solina, e di come il parco si sia impegnato negli anni a valorizzarne la coltivazione e l’uso, grazie ad una rete di aziende custodi e di ristoratori.

Lucio Biancatelli ha concluso esortando realtà virtuose come Fara a comunicare maggiormente il loro valore, che fuori dalla realtà locale non é percepito in pieno. “Il futuro dell’Abruzzo non sia nero come il petrolio, ma colorato come le varietà locali che questo meraviglioso territorio custodisce: le aree protette e le produzioni enogastronomiche di qualità, la cucina tradizionale siano il voláno di questa regione, le vere risorse in grado di attrarre turismo di qualità e promuovere sviluppo sostenibile”.

Il successo della giornata é stato anche il successo del nostro libro, molto apprezzato – e acquistato- tra i presenti nel bel teatro comunale di Fara. Un ringraziamento speciale va ad Antonio Di Martino di Agorà, organizzatore dell’evento, e al Comune di Fara S. Martino.

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