Halloween? Una tradizione anche nostra

“I tradizionalisti si scagliano contro “Halloween” per l’aspetto commerciale che ha assunto in Italia ma anche perché è considerata roba d’altri. Ciò si contrappone al travolgente successo della festa, che rischia di diventare molto più importante del carnevale stesso. Non è una semplice montatura ma un fenomeno legato al fascino antico che la festa conserva”. Anche perché, sostiene Francesco Stoppa, studioso di tradizioni popolari, nel suo contributo al libro “La Cucina della Maiella“, non è vero che la tradizione di streghe e zucche sia così estranea all’Italia.

“Si dice che Halloween sia di origine celtica, anche perché tutto ciò che appare aurorale e notturno (e non Romano/Cattolico) è diventato “celtico” – scrive Stoppa in La Cucina della Maiella, nel capitolo dedicato al Cibo del conforto – . In realtà la festa esisteva anche da noi, con caratteristiche simili in tutta Italia. In Abruzzo la vigilia di Ognissanti si salda nella tradizione con la settimana di devozioni e riti legati al culto dei morti ma nella memoria dei testimoni rimane uno sprazzo di individualità che forse è la reminiscenza di una festa autonoma che ha sovrapposto elementi cristiani a quelli pagani. I ragazzi portavano zucche intagliate con occhi e bocca, con denti fatti di canna e lumini accesi all’interno, o anche lanterne in carta oleata, oppure un qualsiasi altro ortaggio intagliabile come una grande rapa. La zucca tradizionale (checocce priatorije) è la “genovese” che era considerata cibo da poco, veniva data ai porci e alle vacche. Invece gli americani usano la Cucurbita pepo nelle varietà Jack O’Lantern o Connecticut Field (Big Tom) facili da svuotare e intagliare. Ormai si trovano, più che dall’ortolano, nei negozi di gadget”.

“Quale che fosse la zucca, i ragazzotti più spavaldi (bazzariott) a gruppi di tre o quattro, facendosi coraggio a vicenda si avventuravano nei luoghi proibiti, come i quadrivi, perché “là ci sono riferimenti” cioè i tramiti con il mondo degli spiriti e della magia. Quelli meno furfantelli si limitavano a sfilare per le vie con le suddette lanterne, scandendo i passi con una filastrocca. Tutti gli altri rimanevano in casa, a mangiare “povero e poco”, la mattina “lu pane cott” e sera la verza con aglio e “bastardoni”, e una sardella salata fritta. Ma siccome il popolo per realizzare un desiderio spirituale ha bisogno di farlo cibo, si preparava anche la “granat”, zuppa rituale a base di grani e legumi”.

“Avendo spezzato una lancia a favore di una radice antica nostrana per la festa di Halloween, ciò non significa che siamo autorizzati, anzi a maggior ragione, a trasformarla in una festa scema e priva di contenuti. Come tutte le feste importanti ha una doppia faccia, quella della rottura delle abitudini, dell’emozione, del gioco ma anche della riflessione, dell’autocritica e per finire di un saggio sguardo al futuro che si fa sempre più incerto (…)  Continua

Ricetta
CHICOCE E PATANE (ZUCCA GIALLA E PATATE)
Ingredienti per 4 persone
• 6/7 etti di zucca gialla
• Mezzo chilo di patate
• 4/5 bastardoni (peperoni secchi)
• Olio extravergine di oliva
• Aglio
• 4/5 sardelle salate
Preparazione: cuocere la zucca a pezzi con poca acqua, lessare a parte
le patate. In una padella passare i bastardoni nell’olio bollente per pochi
secondi e toglierli, poi rosolare l’aglio. Aggiungere la zucca scolata
e le patate e mescolare ogni tanto. A parte infarinare le sardelle intere
dissalate e friggerle nell’olio bollente. Sbriciolare acciughe e bastardoni
e aggiungerli alla zucca e patate. Servire in tavola.

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