I prossimi appuntamenti: con Slow Food Abruzzo a Roccamontepiano

Slow food Abruzzo

La locandina con l’appuntamento del 2 ottobre a Roccamontepiano, dove verrà presentato La Cucina della Maiella

Giovedì 2 ottobre , alla serata Slow Food di Roccamontepiano sarà protagonista Gino Primavera. Sarà l’occasione per presentare ai partecipanti della serata La Cucina della Maiella. Roccamontepiano, sul versante chietino-pescarese della Maiella, famoso per la produzione del locale vino e mosto cotto, ospiterà la serata gastronomica presso l’Ostello “L’Asilo”, costo : 22 € per i soci e 25 per i non soci. Previsto menù invernale, con polenta e stufato di cinghiale.

visita il sito di SlowFood Abruzzo

Intanto, a Roma il libro é disponibile presso le librerie di Roma Nord Passaparola, in via della Balduina, dove sabato 11 é prevista una serata gastronomica con presentazione, e Ilibridi, via della Meloria nei pressi della stazione metro A Cipro.

Parlano di noi, le uscite sulla stampa

Recensione su Vero cucina

Recensione su Vero cucina

Il Centro, 9 agosto

Il Centro, 9 agosto

Il fatto.it

Il Fatto quotidiano edizione on line, 18 settembre

Venerdì di Repubblica, 22 agosto, a cura di Gianni Mura

Venerdì di Repubblica, 22 agosto, a cura di Gianni Mura

Corriere della Sera

Corriere della Sera, 29 agosto

                                                                                                                                                                            

Cucina della Maiella a Sulmona, ospite del Parco

Faccio i migliori auguri a questa pubblicazione perché ci aiuta a trasmettere un messaggio importante. Quello rivolto ai ‘custodi del territorio’, gli agricoltori ai quali ci siamo rivolti per il progetto ‘Coltiviamo la diversità’. Non solo agricoltori, anche i ristoratori: e il primo a rispondere a questo appello é stato proprio Gino Primavera”. Così si é espresso domenica 14 settembre il Direttore del Parco Nazionale della Majella, Oremo Di Nino, che ha voluto essere presente alla presentazione del nostro libro organizzata nell’ambito di “PerLa Majella”. Il Direttore del Parco si é rammaricato del fatto che Cucina della Maiella non abbia il patrocinio e il logo del Parco, promettendo  che ciò avverrà di sicuro alla prima ristampa del libro.

All’incontro sulmonese erano presenti, oltre agli autori,  anche il tecnico del Parco Marco Di Santo, che ha collaborato, assieme alla collega Mirella Di Cecco, alla realizzazione del capitolo del libro dedicato alla ‘biodiversità a tavola’, e Camilla Crisante, autrice della foto di copertina (gli òrapi) e voce storica del WWF abruzzese. Anche Di Santo ha avuto parole di elogio per Cucina della Maiella, sottolineando l’importanza della “conservazione della biodiversità anche a livello agricolo”, e non solo faunistico e botanico. Proprio Di Santo infatti coordina il progetto “Coltiviamo la diversità” che ha l’obiettivo di censire, promuovere e valorizzare la varietà locali e che si avvale imagedella collaborazione di agricoltori, hobbisti e ristoratori. “Anche i nomi delle varietà locali sono importanti – ha detto Di Santo – non stanno lì per caso e possono aiutarci a recuperare informazioni sulla storia che altrimenti si sarebbe persa nell’oblio”. Presente in sala anche Gaetano Basti, nome storico dell’editoria abruzzese con le edizioni Menabò e la rivista D’Abruzzo che ha superato i 25 anni di vita. Basti ha sottolineato come “compito del Parco sia salvaguardare non solo la biodiversità faunistica ma anche quella culturale”.

Crisante_Con Gino Primavera si è inoltre parlato della “banca del seme”, che Primavera ha avviato in forma privata e che potrebbe intensificarsi proprio grazie al libro e alla collaborazione con il Parco. Infine Camilla Crisante ha ricordato le battaglie ambientaliste per l’istituzione del Parco Nazionale della Majella, che Fulco Pratesi racconta nella sua bella prefazione assieme ai tanti episodi che hanno visto protagonista il WWF in Abruzzo, come la liberazione del primo nucleo di camosci provenienti dall’Oasi WWF di Lama dei Peligni che sono andati a ripopolare il massiccio della Maiella, dove il camoscio era scomparso.

Il cuore della Maiella

Quello che vedete al centro della foto, in alto, è il “cuore della Maiella”. Vegetazione e rilievi formano, nei giorni di primavera, questo effetto particolare che richiama nel paesaggio la forma di cuore. “E’ possibile vedere ‘il cuore della Maiella’ solo nel breve tempo del risveglio vegetativo, poi la crescita ulteriore delle piante lo copre” racconta Gino Primavera, autore della foto.

Questa bellissima immagine conferma e alimenta l’impressione che la Maiella non sia una montagna come le altre. Che abbia qualcosa di speciale. Per gli abruzzesi ha forti connotazioni spirituali e un particolare richiamo alle origini. Soprattutto per gli abruzzesi che si sono allontanati dalla loro terra natìa, la Maiella è la “Montagna madre”.

“Per noi la Maiella è “la montagna” – continua Primavera – . Nel nostro immaginario collettivo rappresenta il luogo della nostra vita, della nostra storia, delle nostre tradizioni. Ogni anno la montagna, per pochi giorni, al risveglio vegetativo, ci mostra il suo cuore ripagandoci della nostra fedeltà e del nostro amore”.

Pietro da Morrone (1215-1296), il futuro Papa Celestino V, edificò nel massiccio della Maiella una serie di eremi, alimentando così la “sacralità” di questa montagna. Si trattava perloppiù di rifugi e chiese rupestri realizzate già da molti religiosi prima dell’anno Mille, sfruttando le cavità naturali esistenti nella roccia calcarea. Tra di essi ricordiamo S. Onofrio , S. Bartolomeo, S. Spirito, oggi mèta del turismo religioso e di semplici escursionisti che ne ammirano la bellezza e i panorami mozzafiato.

Cucina della Maiella domenica 14 a Sulmona

La Cucina della Maiella, da pochi giorni in libreria edito da Orme-Tarka, sarà presente a Sulmona domenica 14 settembre, ospite del Parco Nazionale della Majella nell’ambito della manifestazione PerLa Majella. La presentazione è in calendario nella Sala Convegni di Palazzo Mazara, nello splendido centro storico della cittadina peligna lungo il quale si snoda tutta la manifestazione: una vera e propria vetrina per il parco, dove si alternano stand e incontri su natura, gasimagetronomia, prodotti tipici, arte e storia.

Oltre agli autori, Lucio Biancatelli e Gino Primavera, a Sulmona ci sarà anche Giovanni D’Alessandro, scrittore abruzzese autore de “La puttanan del tedesco” nel quale racconta -tra le altre cose – di quando, nei primi anni del 900, le donne salivano in montagna a caccia di òrapi. D’Alessandro ha collaborato al volume con un bel testo dedicato proprio agli òrapi e alla tradizione della raccolta di questi spinaci selvatici che crescono vicino agli stazzi dove hanno pascolato le pecore. “Quando le donne – scrive D’Alessandro – cercavano, in ciò che non era di nessuno, qualcosa per loro”. Gli òrapi sono protagonisti di molte ricette tradizionali del libro (nel capitolo dedicato alle Piante spontanee, ma non solo), e non a caso sono omaggiatii in copertina, grazie alla bella immagine di Camilla Crisante.

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La tappa di Sulmona non è casuale: un intero capitolo del libro è infatti dedicato alla straordinaria biodiversità agroalimentare della Maiella e al progetto del Parco “Coltiviamo la diversità” che ha per slogan “Se mi mangi mi salvi”. Il progetto coinvolge studiosi, appassionati, produttori e ristoratori con l’obiettivo di valorizzare, promuovendone la coltivazione e la diffusione, le varietà tipiche locali, comprese quelle antiche (come molti frutti): il parco ne ha censite ben 45 tra arboree, ortive e cerealicole. Esempio tipico di adattamento al clima e al territorio è il grano solina, da sempre coltivato sulla Maiella perché in grado di crescere fin oltre i mille metri, e protagonista di molte ricette tradizionali, a cominciare dal pane con il grano solna. Appuntamento con la presentazione del libro domenica 14 settembre, ore 19 a Palazzo Mazzara.  info: cucinadellamaiella@gmail.com

Il programma completo della tre giorni di Sulmona

Leggi sull’edizione online de La Stampa l’articolo di Andrea Ferraretto Maiella, una montagna viva dove sapori e colori sono più veri

Dalla Maiella un piatto in via di estinzione: i frascarelli

Con una scopetta di saggina, una bacinella d’acqua e una fontana di farina, spruzzando l’acqua sul cumulo di farina con abili gesti e setacciando la stessa, si ottengono dei piccoli glomeroli di una pietanza in via di estinzione, i “frascarelli”. Conditi in vari modi 

za N'dunett al lavoro nella preparazione della polenta

za N’dunett al lavoro nella preparazione della polenta

(in brodo di gallina o in ragù), si preparavano per le nutrici, perché si ritenevano “galattogeni”, cioè in grado di favorire la produzione di latte. 

La Cucina della Maiella (Orme-Tarka edizioni) riporta la ricetta dei frascarelli di farina di grano o di farro. Da notare che il movimento deciso dello spruzzare l’acqua sulla farina con la scopetta, veniva chiamato “la benedizione”. I frascarelli si possono condire anche con una salsa di cipolla e pancetta soffritta in olio extravergine di oliva.

La Cucina della Maiella riporta anche le ricette di ‘Za ‘Ndunett, nata a Quadri nel 1926 e ancora oggi attiva cuoca: continua a fare le tagliatelle rigorosamente a mano, compreso il taglio a coltello. Le sue specialità sono le sagne a pezz, il sugo di lumache (che lei stessa raccoglie nelle campagne vicino Quadri) e la polenta con fagioli.

Maiella: le 7 ricette da salvare

di Gino Primavera

Ci sono dei piatti importanti e assolutamente “da salvare” perché legati alle attività tradizionali, come la pastorizia, la raccolta delle erbe mangerecce spontanee o la produzione dell’olio, ma anche alle ricorrenze. Ecco sette piatti, le “7 sorelle” della Maiella da salvare

• 1. PANCOTTO PASTORALE
Il cibo dei pastori che utilizza gli òrapi, spinaci selvatici che crescono nei pressi degli stazzi delle pecore. Gli òrapi sono una traccia della cultura pastorale di montagna. Colti gli spinaci selvatici e cotti a parte, si mischiano al pane secco, al siero e alla ricotta per un fantastico “pan cotto”. I pastori usavano cuocere il pane nel siero che restava dalla lavorazione del latte, oggi possiamo usare anche un brodo vegetale.

• 2. SPAGHETTI ALLA TRAPPITARA
prepara con l’olio nuovo appena fatto e secondo tradizione veniva offerto ai contadini che portavano le olive al frantoio mentre attendevano il turno per la lavorazione del loro raccolto. Con tanto olio, aglio, peperoni dolci di Altino e (in alcune zone) alici salate.

• 3. PALLOTTE CASCE E OVE
Un “must” della cucina abruzzese: dopo gli spaghetti alla chitarra, il piatto più diffuso in Abruzzo. Sono polpette di formaggio, uova e pane raffermo (senza carne) fritte e poi ripassate al sugo di pomodoro. Tipico piatto povero che riutilizzava avanzi di cucina e, anche senza carne, sapeva (e sa) creare un piatto gustoso, di quelli che “solo la mamma sa fare”.

• 4. BRODO DI CARDONE
Legato alla ricorrenza del Natale, il brodo di “cardone” è preparazione laboriosa e accurata (si comincia a preparare già dalla vigilia), mescolanza di diversi ingredienti, trionfo dell’abbondanza (“la grascia”). Ha elementi grassi e corroboranti e rappresentava il desiderio di farsi una solenne mangiata quando c’era penuria di cibo. Al brodo, fatto con tacchino o gallina, si aggiungono le coste di cardo lessate, polpettine di vitello magro, uova e parmigiano.

• 5. FRASCARIELLI E FAGIOLI
Cucina della Maiella riporta la ricetta di “Za’ndunett”, nata a Quadri (Val di Sangro) nel 1926 e che ancora oggi continua a impastare la farina per fare delle tagliatelle rigorosamente a mano, compreso il taglio a coltello. Le sue specialità sono le sagne a pezz’, il sugo di lumache di terra (che raccoglie lei nei campi intorno a Quadri) e la polenta (frascarielli) con fagioli (cotti in acqua salata, aglio e rametto di rosmarino), conditi con un soffritto di sfrizzoli (pancetta a cubetti, salsicce a pezzi, spuntature, peperoncino), e cotti nella “vessora di ferro”.

• 6. PIZZE E FUIJE
Per questo piatto, tipico della stagione fredda, occorrono verdure di vario tipo, sia selvatiche che coltivate: non possono mancare il cascigno e le “fuije de cole”, una specie di verza nostrana. Si lessa con le patate, si ripassa con aglio soffritto in olio extravergine di oliva. Si accompagna con pizza di granturco (in dialetto “di randìnie”, cioè grano d’India) sardelle e peperoni secchi fritti.

• 7. MINESTRA DI FARRICELLO
La minestra si ottiene unendo a un soffritto di lardo battuto, insieme a un trito di cipolle sedano e carota in olio extravergine di oliva, un buon brodo vegetale nel quale si cuoce il farricello, cioè farro spezzato e opportunamente ventilato . Questo piatto unisce facilità di utilizzazione e cottura alla “modernità” nutrizionale ed è un buon esempio di alimentazione salutista viste le proprietà del farro, ricco di magnesio, di fibra e vitamine.

cucinadellamaiella@gmail.com

Arriva in libreria la Cucina della Maiella

Comunicato stampa

Arriva in libreria il libro di Lucio Biancatelli e Gino Primavera per le Edizioni Orme-Tarka

90 ricette tradizionali, storia cultura e racconti svelano lo straordinario patrimonio gastronomico della “Montagna madre” d’Abruzzo

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Lima, di Spagna, Monachelle, Socere e nore: le varietà di fagioli della Maiella

Oltre 90 ricette tradizionali, contributi importanti da parte di Chef e ristoratori abruzzesi attenti alle varietà locali e ai piatti tradizionali ma anche dal mondo della cultura, come il fondatore del WWF Fulco Pratesi, che racconta la “sua” Maiella”, il linguista Presidente onorario dell’Accademia della Crusca e nativo di Pescostanzo, Francesco Sabatini, che spiega perché oggi la Maiella custodisca in realtà “due mondi” distanti e svela la vera origine del dannunziano parrozzo, che non era un dolce
ma un pane giallo fatto di farina di mais, il cosiddetto “grano d’India” (in dialetto randìnie); e ancora gli scrittori di origine abruzzese Giulia Alberico, che scrive del legame tra cibo e mondo affettivo (una di queste espressioni è il cònsolo, quando si sostenevano le famiglie colpite da un lutto con cibi preparati in casa), e Giovanni D’Alessandro che racconta di quando le donne abruzzesi salivano in montagna a “caccia” di òrapi, cercando “in ciò che non era di nessuno qualcosa perloro”.

C’è anche il portiere della Roma, Morgan De Sanctis, nativo di Guardiagrele, che firma la ricetta del suo piatto preferito, “Pizza e foije”, che non può mancare dalla sua tavola quanto torna a casa. Questo e altro è La cucina della Maiella, che arriva in libreria dopo un anno di lavoro del giornalista romano Lucio Biancatelli e dell’esperto gastronomo abruzzese Gino Primavera: oltre 250 pagine, riccamente illustrate, per le edizioni Orme Tarka, all’interno della collana dedicata alle cucine regionali del territorio.

“La cucina della Maiella era la cucina povera che adottava espedienti e trucchi per far apparire buono, saporito, anche ciò che non lo era – scrive Gino Primavera nella sua introduzione – . E’ caratterizzata dalla semplicità degli ingredienti, pochi ed essenziali, dalla consuetudine al riciclaggio di materie prime già usate o di residui della dispensa. L’animale per eccellenza era il maiale. Le materie prime derivavano dalle piccole coltivazioni familiari e dalla raccolta di piante mangerecce spontanee”. Tra queste spiccano gli òrapi, spinaci selvatici che crescono in prossimità degli stazzi delle pecore, protagonisti di molte ricette (ad esempio polpettine di òrapi, ricotta e pane raffermo) e dell’immagine di copertina del libro. Oltre al maiale, e alla pastorizia, che fornivano formaggi e carne (tra le ricette la “pecora alla càllara”) , da non dimenticare l’olio extravergine (con la varietà locale Intosso) il pomodoro e le sue conserve e i legumi, come la cicerchia, le lenticchie di montagna, i “fagioli a pisello” e il farro, protagonista di diverse ricette a cominciare dalle zuppe.

Altri contributi importanti alla Cucina della Maiella sono arrivati dai custodi delle tradizioni abruzzesi come Francesco Stoppa, studioso di culture popolari, che racconta le tradizioni alimentari legate al culto dei morti e di Ognissanti, Carlo Iacovella del CAI Abruzzo, che rievoca la storia del pastore-poeta Francesco Giuliani e delle iscrizioni pastorali sulla Maiella, e dell’apicoltore Alfonso Bianco, che spiega la “transumanza delle api” cioè lo spostamento verso le quote più alte degli apiari con la bella stagione per ottenere i mieli di montagna. C’è anche l’economista ambientale Andrea Ferraretto, che introduce il capitolo sulla pastorizia e parla del rapporto spesso conflittuale con l’agricoltura, e il Parco Nazionale della Majella con il suo progetto “Coltiviamo la diversità” sotto lo slogan “Se mi mangi mi salvi” dedicato al recupero e alla valorizzazione delle varietà ortofrutticole locali che ha coinvolto produttori e ristoratori. E ancora Slow food Lanciano e la sfogliatella di Lama, il Cai Abruzzo, e il Preside dell’Istituto Alberghiero di Villa Santa Maria.

Varietà e ricette. Tra le varietà abruzzesi l’aglio rosso di Sulmona e i peperoni di Altino, protagonisti di molte ricette come gli spaghetti alla “trappitàra” (il trappéto è il luogo deputato alla lavorazione delle olive) e il baccalà lesso con peperoni rossi di Altino. Il baccalà merita una menzione: fu infatti introdotto nell’area per integrare una dieta povera di iodio, che portava gli abitanti a contrarre malattie come il gozzo endemico. Molti nomi delle varietà locali sono schiettamente popolari, come il grano “sòcere e nore”, dalla livrea bianca e nera, a simboleggiare le due figure familiari in eterna contrapposizione. Tra le curiosità: lo zafferano di Navelli, famoso in Italia e nel mondo, arrivò nella piana sulmonese (e si adattò perfettamente a territorio e cima) per opera di un frate benedettino del ‘700, che trafugò qualche bulbo in Spagna dove la pianta era giunta dall’Africa. Tra le ricette più numerose quelle dei primi piatti, protagonista la pasta alla chitarra ma non solo: sagne a pezzi con la zucca gialla, le “vrache di mulo”, una pasta fatta a mano condita con un ragù composto da diversi tipi di carne. Non possono mancare i dolci, al miele (come gli gnocchi fritti con miele e mosto cotto) o alla crema come le celebri sise delle monache diGuardiagrele, la cui storia è raccontata dal prof. Mario Palmerio.

Il libro è suddiviso in 9 capitoli: Piante spontanee, Produzioni agricole tipiche e la biodiversità atavola, Il cibo del conforto e le ricette da salvare, Pasta e ministre, La pastorizia, Il maiale, I dolci e il miele, Vino e mosto cotto, L’Abruzzo nel mondo.

LA CUCINA DELLA MAIELLA di Lucio Biancatelli e Gino Primavera – Orme-Tarka edizioni,

Pagine 270 – € 17,50 – Contatti: cucinadellamaiella@gmail.com

Un tour in Abruzzo per il nostro libro

Serramonacesca, Anversa degli Abruzzi, Campo di Giove, Ortona, Atri, Guardiagrele, Roccaraso: queste le tappe della Cucina della Maiella nel mese di agosto in Abruzzo. A pochi giorni dalla stampa del libro, non è male, in pratica abbiamo toccato tutte e quattro le province abruzzesi..E non è finita! In queste occasioni abbiamo presentato il libro, incontrato persone, ringraziato i collaboratori, visitato ristoranti e Chef che hanno collaborato all’edizione finale, costruito nuovi contatti e nuove opportunità.

A Serramonacesca siamo stati ospiti della bella iniziativa “Magnamajella”, dove un centinaio di camminatori hanno percorso i sentieri di montagna con soste “mangerecce”; ad Anversa degli Abruzzi la presentazione è stata organizzata dall’Oasi WWF Gole del Sagittario nella persona dell’attivissima Filomena Ricci , nello splendido scenario della piazzetta centrale del paese, presente anche il sindaco (leggi l’articolo del Corriere peligno); per la presenza a Campo di Giove, i ringraziamenti vanno a Luciano Di Tizio, presidente regionale WWF, e alla moglie Nicoletta, responsabile del WWF chietino. Proprio Luciano Di Tizio, giornalista di provata esperienza, ha condotto l’incontro (era presente Lucio Biancatelli). A Ortona siamo stati ospiti di “Zooart 2014” l’annuale manifestazione artistica e culturale: presenti gli autori e il direttore editoriale di Orme, Pietro D’Amore. Per l’occasione siamo stati intervistati dall’attivissimo videomaker locale Umberto Nacchia, che assieme a Eleonora Olivieri ha realizzato e montato questo bel servizio che vi invitiamo a guardare cliccando qui . Ad Atri siamo stati inseriti in cartellone nella manifestazione “Atri a Tavola”, la presentazione è avvenuta sul palco della Piazza Duomo, nel bellissimo centro storico della cittadina teramana, incontro coordinato dalla giornalista Cristina Mosca;  a Guardiagrele, “in casa” di Gino Primavera, siamo stati ospiti dell’annuale Mostra dell’Artigianato, in una sala gremita in ogni ordine di posti: presenti, oltre agli autori, il Presidente dell’Ente Mostra Gianfranco Marsibilio e il sottosegretario al ministero dell’Economia, l’abruzzese Giovanni Legnini  (leggi l’articolo su Il Centro ).Infine, a Roccaraso siamo stati invitati da Lucia Galasso, organizzatrice dell’evento “Le vie degli Abruzzi”, nella Sala Consiliare del Municipio (leggi l’articolo dal sito della manifestazione ). A Roccaraso era presente anche il prof. Francesco Sabatini, linguista e Presidente onorario dell’Accademia della Crusca, che ha curato l’introduzione del nostro libro. Per l’occasione, con l’economista ambientale e blogger Andrea Ferraretto (altra “firma” del libro), ci siamo spostati anche a Rocca Pia (dove siamo andati a trovare gli amici del vecchio Ristoro, che hanno collaborato al libro con una loro ricetta tradizionale) e Pescocostanzo. Leggi l’articolo di Andrea Ferraretto su lastampa.it

Prossimo appuntamento per incontrarci e raccontare il libro sarà domenica 14 a Sulmona (Palazzo Mazara, ore 19) in occasione di “PerLa Majella”, la manifestazione organizzata dal Parco Nazionale della Maiella-

12 agosto: La presentazione di Atri

12 agosto: La presentazione di Atri

Lucio Biancatelli e Gino Primavera (cucinadellamaiella@gmail.com )

Cucina_Maiella_Guardiagrele  Locandina-presentazione-libro-La-Cucina-della-Maiella

La presentazione di Ortona, nell'ambito di Zooart

8 agosto, la presentazione di Anversa degli Abruzzi

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8 agosto. Con Filomena Ricci dell'Oasi WWF Gole del Sagittario e il giornalista del Centro Fulvio Fuggetta ad Anversa degli Abruzzi

8 agosto. Con Filomena Ricci dell’Oasi WWF Gole del Sagittario e il giornalista del Centro Fulvio Fuggetta ad Anversa degli Abruzzi

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Il vino cotto di Roccamontepiano

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9 agosto. Sul palco di Campo di Giove con il giornalista e presidente WWF Abruzzo Luciano Di Tizio

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10 agosto a Ortona, ospiti di Zooart: da sinistra Fulvio Biancatelli, Gino Primavera, Lucio Biancatelli

Gino Primavera firma le copie del libro in occasione della presentazione di  Guardiagrele

Gino Primavera firma le copie del libro in occasione della presentazione di Guardiagrele

13 agosto. A Guardiagrele, la Cucina della Maiella è ospite della Mostra dell'Artigianato, con il Presidente dell'Ente Mostra Gianfranco Marsibilio e Mario Palmerio, esperto di tradizioni guardiesi

13 agosto. A Guardiagrele, la Cucina della Maiella è ospite della Mostra dell’Artigianato, con il Presidente dell’Ente Mostra Gianfranco Marsibilio e Mario Palmerio, esperto di tradizioni guardiesi